Repubblica Roma di domenica 6 novembre 2011, pagina 3
Rifiuti, scavi a Testa di Cane. La procura indaga sul cantiere
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Gli accertamenti scattati dall'esposto del comitato
dei residenti: "Vogliono realizzare un'altra Malagrotta' Rifiuti, scavi a Testa
di Cane La procura indaga sul cantiere I controlli sulla regolarità delle
concessioni e sulle autorizzazioni per le opere realizzate dalla società E.
Giovi.
INDAGINE della Procura a Testa di Cane, l'area attigua a Malagrotta, dove
da tempo sono in corso attività di scavo da parte della società E. Giovi, la
stessa che gestisce la discarica, di proprietà di Manlio Cerroni. Gli
accertamenti sono scattati dopo un esposto del comitato dei residenti al Noe, il
nucleo dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, preoccupati che quei lavori
preludessero all'apertura di una nuova discarica. «A tutela dell'ambiente ed a
garanzia della salute pubblica - chiedono i cittadini nell'esposto - vi
interessiamo a voler verificare la consistenza e regolarità delle concessioni e
delle autorizzazioni, la destinazione del sito, il rispetto delle prescrizioni
ed il puntuale adempimento degli impegni assunti dalla società interessata,
provvedendo di conseguenza ove si ravvisi ipotesi di reato».
Con una vecchia
ordinanza del 2005, la Regione diede il via libera agli scavi, ma solo in
un'area circoscritta, pari a 9.700 metri quadrati racchiusi all'interno di un
primo lotto, allo scopo di sperimentare il ripristino ambientale delle cave di
Testa di Cane utilizzando il cosiddetto Fos, la frazione organica stabilizzata
prodotta dal processo di trattamento meccanico biologico, e le scorie del
gassificatore. «Ebbene - racconta Sergio Apollonio, presidente del comitato
Malagrotta -le ruspe non si sono limitate al primo lotto, ma hanno scavato
nell'intero invaso, che ha un'estensione di 20 ettari».
A inquietare i residenti
e ad alimentare la paura di una nuova discarica, c'è una lettera inviata dalla
stessa Giovi all'assessorato alle Attività produttive e Rifiuti della Regione,
il 12 gennaio di quest'anno. Nella lettera la società Giovi prospetta la messa a
disposizione dell'intero invaso di Testa di Cane, L'invaso di Testa di Cane dopo
le attività di scavo per una volumetria complessiva di oltre 5 milioni di metri
cubi. «Il sito - dice la lettera - potrebbe essere adatto per ricevere rifiuti
indifferenziati o meglio se triturati». «Ciò in aperta difformità rispetto alle
disposizioni di legge - sostiene il comitato Malagrotta nell'esposto, datato 27
luglio 2011- Elemento tanto più grave in quanto la questione del pretrattamento
rifiuti è stata alla base della procedura di infrazione aperta dalla Commissione
europea in relazione alla discarica di Mala-grotta».
(marino bisso e cecilia
gentile)